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30 aprile 2007

Un altro aprile che finisce

30 aprile. Due anni fa ero felice. Oggi il 30 aprile mi fa sentire più sola. Provo a ripartire, forse è arrivato il momento di lasciare che nuove persone entrino nella mia vita, e aggiustino le cose. Intanto il cellulare è ancora rotto, anche lui cerca di ripartire ma proprio non ce la fa. Abbiamo entrambi bisogno di qualcuno che rimetta le cose a posto.




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6 aprile 2007

No hay banda

Quella di oggi è stata davvero una pessima giornata, non mi sento neanche bene e sono piuttosto scoraggiata con tutti questi documenti che devo presentare e che non riesco a mettere a posto, risolvo una cosa e ne esce fuori un’altra. In più devo studiare e tutte queste carte, oltre a demoralizzarmi, mi stanno facendo perdere un mucchio di tempo. Come se non bastasse ho capito che quel ragazzo che pensavo potesse piacermi non mi interessa. Mi sento sola. :’(




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30 marzo 2007

Così non va

Stanotte ho fatto un brutto sogno. Una persona a me cara decideva di allontanarmi. E adesso ho paura che accada davvero. Forse inconsciamente percepiamo in modo più distinto ciò che sta per succedere. O forse proiettiamo nei sogni a volte le nostre speranze e altre le nostre paure. Ora non so proprio cosa devo fare. Sarà stata una percezione o solo una paura la mia?




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24 marzo 2007

Eroi moderni

 Sapete com’è? Una volta c’erano i draghi verdi o blu, oggi i trojan hourse e altre diavolerie simili. I nuovi eroi del ventunesimo secolo sono gli esperti di informatica che salvano le fanciulle con il pc a terra. E a pensarci questa cosa della formattazione è proprio un bel concetto, poter ricominciare da capo, un nuovo ciclo, una nuova vita senza il peso della precedente. La tecnologia come la natura possiede quella particolare capacità che è il rinnovamento, pensate alle stagioni e agli aggiornamenti informatici. Anche io sto scoprendo questa straordinaria capacità, e sto cercando di farla mia. E chissà, magari uno di questi eroi moderni potrebbe davvero farmi venir voglia di ricominciare, e non solo con il pc.




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5 marzo 2007

Fine

Una volta ho scritto che i “finali” bisogna saperli riconoscere, o qualcosa del genere. Poi, certo, bisogna anche saperselo dire che un ciclo della propria vita è concluso, finito. Bisogna saperlo accettare, serenamente. Ad un certo punto si deve crescere per forza, smettere di rimescolare i fatti per cercare di dar loro un senso anche se non ce l’hanno, a volte le cose vanno a finire male, tutto qui, non c’è un ordine diverso che la nostra mente può dare loro per renderli migliori di come sono stati.
Il passato bisogna lasciare che sia tale, che si allontani, che se ne vada via. È inutile cerca di trattenerlo nel presente, che non è il suo posto, e qui il passato ci fa solo impigliare, cadere, come una catena ci inchioda a qualcosa nell’illusione che passa tornare, ci impedisce di procedere.

E invece bisogna avare la capacità di rinnovarsi, rinascere tante volte nella vita, e per farlo è necessario “quello strappo senza il quale il mondo non potrebbe andare avanti”, come forse direbbe Nicola Lagioia. A volte le cose vanno semplicemente male, e non c’è verso di risvoltarle in qualcos’altro di positivo, non vanno è basta. Basta così.




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14 febbraio 2007

Si salvi chi può

Plin plon, comunicazione di servizio: se qualcuno non se fosse accorto è San Valentino, hip hip, hurrà, evviva.
Per i cosiddetti single sono giorni di vera persecuzione, cuoricini e cupidi armati di frecce che sbucano ovunque, pubblicità che consigliano regali, a me, poi, è toccato persino trascrivere un menù di San Valentino al computer; non si riesce a stare in pace neanche se decide di leggere un apparentemente innocuo articolo sulla privatizzazione di Alitalia, clicco sul titolo e cosa compare in una di quelle pubblicità che anche se gli dici “vai all’articolo” ti ignorano? una specie di vibratore. E che dire poi delle San Valentino news che ci scaricano addosso? Da quelle che raccontano che alcuni scelgono San Valentino per lasciarsi, di quelli che lo vanno a trascorre in mondi paralleli virtuali, e di quelli che a San Valentino decidono di mettere in atto piccole vendette telematiche attraverso appositi servizi internet, cosa dire?
Sono ancora peggio dei cuoricini zuccherosi e delle nuvolette rosa.
Detto ciò, anche se fuori c’è il sole e sembra una bellissima giornata – ma a maggior ragione non ho intenzione di vedere innamorati che si sbaciucchiano al sole –, oggi il mondo dovrà fare a meno di me, visto che non ho impegni universitari, me ne starò accucciata sul divano, non metterò neanche il naso fuori dalla porta.
Se riuscirò a corrompere qualcuno, mi farò portare l’Internazionale, anche se il nuovo numero è alle porte, vedrò un film, e attenderò pazientemente il passaggio delle ventiquattro ore.
A dire il vero, sarei voluta andare in libreria, ma rimanderò a domani o a venerdì al massimo, nella mia superlista di libri, ce ne sono tre a cui si è posato accanto un piccolo trattino d’inchiostro, insomma nelle vesti di mio advisor personale direi buy.
Il primo libro, nell’elenco da diversi mesi ormai, è Jackfly di Nicola Scambia; il secondo, invece, è una nuova entrata fresca di recensione sul Venerdì, si intitola A quanto vendi l’anima di Gianpaolo Cionini, sono due gialli finanziari, un genere ancora poco conosciuto in Italia che mi interessa approfondire, potrebbe essere la soluzione ideale per coniugare il mio crescente interesse per le grandi vicende della finanza e il romanzo.
Il terzo libro, a dire la verità, era stato rimosso dalla lista. L’avevo inserito, ma con poca convinzione, dopo averne sentito parlare da Giovanna Zucconi a Che tempo che fa, non mi era sembrato proprio il mio genere, ma avevo deciso comunque di annotarlo, poi riorganizzando la lista – è divisa in macroaree – incalzata da altri titoli interessanti, avevo deciso di accantonarlo. La scorsa settimana però ho letto una deliziosa recensione sull’inserto culturale del Sole 24Ore, e mi sono decisa a fare marcia indietro, ah già, non ho ancora detto di che libro si tratta: L’anno del pensiero magico, di Joan Didion.
C’è un’altra notizia: è finalmente nelle sale – per la verità a Roma sono solo tre – INLAND EMPIRE, il nuovo film di David Lynch. Come avevo già detto, sono seriamente determinata ad andare a vederlo, a costo di andare da sola, ma ci dovrebbero essere possibilità di organizzare un’uscita in compagnia. Sono molto curiosa, ho letto la recensione di Lietta Tornabuoni su L’espresso, dice che è incomprensibile.




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30 gennaio 2007

Svegliarsi nel modo peggiore

 La prima cosa che ho capito stamattina aprendo gli occhi è che sarebbe stata una giornata molto difficile, l’escursione emotiva tra l’accogliente tepore del letto e la presa di coscienza di quanto già stava accadendo è uno dei modi peggiori per iniziare la giornata. Come se non bastasse anche domenica e lunedì sono state giornate davvero molto difficili e inaspettate, una vera doccia fredda, spero che in qualche modo la situazione si risolva. Oggi mi dividerò tra le centinaia di pagine che devo studiare e le mie mansioni da infermiera, ancora una volta. Mi sento un po’ sola questa mattina, in cui tutti i progetti di qualche giorno fa mi sembrano così sbiaditi, così inverosimili e lontani in questa giornata iniziata male.
Ah, ho aperto il nuovo blog, è ancora in rodaggio, sarà un po’ diverso da questo, o almeno è cosi nelle intenzioni, credo che li manterrò entrambi, almeno per il momento, poi si vedrà.




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24 gennaio 2007

Vita da caramella, ovvero febbre

 Uff, l’ondata di entusiasmo da e-mail è già svanita, com’era prevedibile del resto, in più ho qualche linea di febbre da qualche giorno, a cui non c’è da dare molto peso (mamma dice che è l’aria incostante) e i pensieri che galleggiano alla deriva.
Ascolto “Scar tissue” a ripetizione e mi sento un po’ come una di caramella morbidosa fragola e panna che rimbalza per casa come su un tappeto elastico. Cosa? Ho le allucinazioni? Ora gli faccio cantare anche un po’ di Cranberries al mio lettore mp3 spray (no gas), che non guastano mai, “Just my imagination, just my imagination…”.
Non ancora il nome in tasca per il nuovo blog e non ho neanche trovato un’immagine delle caramelle che intendevo io, uff. Ovviamente non sarà certo il web a fermarmi e quindi l’ho disegnata io con paint. :D Non ridete però eh. é_è Che poi lo sanno tutti che le cose artigianali sono più buone. ;)




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23 gennaio 2007

Popcorn

Aiuto, ho un’implacabile desiderio di popcorn. Poi devo dire che so farli benissimo, merito di un trucco segreto di mia invenzione, non ne faccio bruciare mai neanche uno, iniziano a scoppiettare all’unisono e spandono quel profumo caldo e croccante che fa venire l’acquolina.
Peccato solo che oggi ho gia mangiato due fette di dolce, dunque è meglio evitare anche i popcorn.
Quindi provo a dirottare il flusso di pensieri altrove, ma continuo a vedere la scodella traboccante di popcorn fumanti sullo sfondo, comunque, dicevo, cerco di concentrami sul nome per il nuovo blog, oggi ragionavo su titoli e testi di alcune canzoni, come mi è stato suggerito, giravo intorno ad alcuni brani di Gianmaria Testa, tipo “Altre latitudini”, oppure le “Traiettorie delle mongolfiere”.
Stavo pensando a qualcosa come “traiettorie invisibili”, oppure “inchiostro invisibile”, una rappresentazione diversa dei pensieri che sebbene occupino tanto spazio nella nostra mente spesso vi rimangono accucciati dentro, nascosti, mimetizzati, invisibili appunto, e nessuno mai ne verrà completamente a conoscenza, e se un pensiero non viene proiettato fuori con parole o azioni è un po’ come se non fosse mai esistito, però al tempo stesso vorrei anche un titolo soffice, caldo, una specie di gomitolo, che anche metaforicamente sia un po’ come il filo di Arianna per uscire dal labirinto, oppure mi piacerebbe qualcosa di speziato, come “zenzero”.
Oppure cosa ne dite di “lettere e brioches”, ché oggi mamma ha detto che vuole prepararne un po’. Insomma, sono ancora in alto mare.




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22 gennaio 2007

E-mail al forno

 Ieri sera ho controllato il mio forno di posta elettronica, cioè casella di posta elettronica e, beh, ho trovato dentro un’e-mail inaspettata, lo aperta nel giro di un click sono tutta arrossita, sembravo un peperoncino davanti al pc. È bastato un pugnetto di bit speziati per catapultarmi su una specie di nuvola adolescenziale. Non che ci sia scritto chissà cosa nella lettera, però è molto carina, e poi mi ha sorpreso davvero, avete presente quando mangiate qualcosa di molto, ma molto piccante e le papille gustative si trasformano in un raduno dei figli dei fiori, ecco io ero diventata una di quelle papille.
E poi non lo so, oggi c’è questo sole, questo vento che gonfia i tendoni a strisce del terrazzo, non so, sembra vacanza, come dice Jovanotti “un lunedì di vacanza dopo un anno di lavoro”, sembra tutto nuovo, riverniciato di fresco, sembra tutto più bello.
Da quanto non mi sentivo così? Lo so, lo so, è ridicolo, è solo un sorriso che resterà senza conseguenze, però mi diverte.
Ah, ovviamente adesso devo pensare alla risposta, ieri sera ho pensato che era meglio dormirci su, non era il caso di rispondere sul momento e poi stavolta l’e-mail va cotta al punto giusto, sale e pepe q.b.
Non ho ancora scelto il nome per il nuovo blog, e fino a quando non lo trovo non posso aprirlo. Arì-hmmm…




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21 gennaio 2007

Attenzione prego

Ho deciso di traslocare il blog, o meglio, sto pensando a qualcosa di completamente nuovo, sto girando un po’ sul web per cercare l’arredamento, per il momento con scarsi risultati.
E poi, secondo voi, esiste un architetto per blog? E soprattutto ne vorrei uno che me lo progetti secondo il Feng Shui.
Ah e poi ovviamente devo pensare al nome, inizialmente avevo pensato a qualcosa tipo “nuvole spray”, ma mi vengono in mente i clorofluorocarburi ed il buco dell’Ozono, quindi si accettano proposte.

L’altro giorno ho visto per la prima Sin City, non sono un amante dello splatter tout court, dipende dalla funzionalità che ha all’interno della storia, ad esempio non mi è piaciuta La Passione di Gibson, e per carità non fatevi fuorviare da Apocalypto; tornando a Sin City, invece, considerando che è ripreso da una graphic novel, l’ho trovato geniale, nella trama, nei dialoghi, e ovviamente nella resa delle immagini. Fantastico.
A febbraio, poi, dovrebbe uscire il nuovo film di Lynch, INLAND EMPIRE, sono molto curiosa, desidero assolutamente vederlo, a costo di andarci da sola. David Lynch è un regista molto particolare, in genere ha ottenuto il consenso del pubblico e della critica, ma non è uno che piace a tutti, non conosce mezze misure, o lo ami oppure credo che la vista di un suo film sia praticamente insopportabile, nel vero senso della parola, quindi non vedo l’ora di sapere come reagirò io, che adoro Mulholland Drive ma che di Lynch, per il momento, non ho visto altro.

Dopo tutto questo disquisire sul cinema però, non ho ancora trovato il nome per i nuovo blog. Chi mi aiuta? Hmmm…




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11 gennaio 2007

"L’angolo no, non l’avevo consideratooo..."

Eccomi qui, anzi eccomi lì. Sono sdoppiata? Mi sto sdoppiando? No, niente paura, il mondo non dovrà sopportare due me, sto solo scrivendo dalla mia stanza con un vecchio portatile scalcinato che fa un rumore infernale, quando salvo il documento sembra una locomotiva a vapore, e pensare che sono venuta di qua con lui perché in camera da pranzo c’è la tv accesa. Beh, comunque ormai ci siamo.

Dunque, ieri abbiamo scoperto che era stato tagliato l’angolo, ebbene sì, mi rendo conto della gravità della faccenda, u_u ieri quando la parrucchiera ha visto le piccole modifiche che avevamo apportato io e mamma al suo taglio, sembrava dovesse scoppiare una caso di Stato, dice che abbiamo fatto un pasticcio perché abbiamo levato l’angolo, pensa tu, io neanche lo sapevo di avere un angolo in testa, comunque a sentire lei era uno scenario apocalittico, la vedevo riflessa nello specchio che si agitava e scuoteva la testa, mentre io, avvolta in quella specie di kimono, ridacchiavo sul sedile, come quella volta che mi disse che la permanente non è che uno la fa e poi la lascia così: va gestita. :D Mi fece così ridere questa storia della permanente che va gestita. :) Ad ogni modo adesso non ce n’è più traccia, e quindi lascerò i capelli in santa pace a crescere per qualche mese, e soprattutto non ci metteremo più le mani io e mamma, anche perché stavolta davvero potrebbe scoppiare un caso diplomatico.

Veniamo ad oggi, sono molto in ansia, domani ho la quarta trasferta e sono molto preoccupata, dico davvero, ogni volta, quando ritorno a casa, mi ci vuole qualche giorno per metabolizzare le strigliate, speriamo di riuscire a migliorare. :(
Pauraaa, aiut… aiut…
Ecco adesso ci vorrebbe proprio uno dei miei panda di msn, quello che fa la risata isterica in giapponese e poi sviene, riuscirebbe ad esprimere benissimo la situazione. é_è

Questione numero tre, di solito qui non parlo di politica e simili, ma dico io, lo sapevo, lo sa-pe-vo, sono più indisciplinati dei bambini dell’asilo nido, mi riferisco alla carica dei 34 nella reggia di Caserta, già Pannella ha dovuto fare lo show radiofonico non si sa per quale ragione, e per dimostrare cosa poi? Bah.
E poi si chiudessero dentro in clausura per due giorni e non parlassero fino a domani, si mettessero una buona volta d’accordo su quello che devono dire, insomma oltre ai problemi del Paese devono assolutamente risolvere i loro problemi di comunicazione, interna ed esterna, se non sono in grado di comunicare sarebbe meglio che evitassero di aprire bocca, non è che adesso, siccome la reggia ha tante finestre, ognuno si affaccia alla sua e dice quello che gli pare.
A volte sembrano davvero un branco di ragazzini scalmanati, sono settimane che litigano sull’espressione “fase due”, l’ultima è che sarebbe un termine tirato fuori dai giornali, ma dico io, vi parlate tra di voi, o no? Se è vero che questa “fase due” se la sono inventata i giornali che aspettavate a dirlo? Non metto in discussione i loro intenti, che non potranno mai essere peggiori della politica “liberale-fai da te” (che appunto non ha nulla di liberale) berlusconiana, però spero che il pastrocchio comunicativo degli ultimi mesi gli serva da lezione e che d’ora in poi riescano ad essere meno confusionari nell’esprimere i loro intenti, e a descrivere il loro operato al Paese. Stanno al governo, mica alle giostre. è_é

E con questo abbandono la postazione e vado a preparare il borsone da viaggio, che, come al solito, se ne sta ancora sgonfio, rintanato nella sua busta, ed io, come al solito, devo ancora preparare tremila cose, compilare quattro schede, leggere otto articoli e spedire dell’e-mail. Aiuto, a-iu-to, si salvi chi può.

Ah, ah, stasera c’è la Dandini: “Parla con me” in prima serata (ovviamente su Raitre). L’ho mai scritto che adoro quel programma e la scenografia dello studio? E poi la vorrei anch’io la Banda Osiris in salotto. :D

Vabbè, adesso vado, vadooo. Ma tornerò, prima o poi. :)




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9 gennaio 2007

Gradite un toast?

Allora, qui tutto procede. Procede dico. Domani mattina appuntamento dal parrucchiere, altra sforbiciatina, poco più su della spalla, è incredibile lo so, fino a pochi mesi fa non sapevo quasi cosa fosse un parrucchiere, e non avevo nessuna intenzione di tagliare i capelli, e adesso invece, da agosto li ho tagliati almeno quattro volte, quella di domani sarà la quinta. Il fatto è che stiamo cercando un equilibrio nostro, io e i capelli dico, un po’ ci amiamo e un po’ ci odiamo. Siamo convenuti sul fatto che un ritorno alle origini avrebbe sancito il mio personalissimo rinascimento, è così sono tornata alla frangia e ai capelli lisci come quand’ero piccolina e mi arrabbiavo se mi chiamavano con il diminutivo. :)
Non è stato facile mettere d’accordo tutti i capigruppo della chioma, le cui aree sono appannaggio di molteplici sigle sindacali spesso in contrasto tra loro. Adesso, comunque, lanceremo anche noi la nostra fase due (chiamatela Topolino, Minny o Paperino). Il primo blocco di operazioni ha attuato il taglio con il passato, cioè la permanente, quello di domani sarà l’ultimo taglio per rifinire l’operazione e poi inizierà un nuovo periodo di crescita, basterà accodarsi all’Europa, credo.

Ma non sono venuta qui a parlare del parrucchiere (dove comunque continuo a sentirmi un po’ fuori posto) o meglio, non solo.
Pochi giorni fa mi sono dedicata all’esercizio delle mie facoltà demiurgiche e ho assegnato una nuova disposizione ai mobili della camera, che improvvisamente sembra essere diventata molto più grande di prima, quasi spaziosa, e stiamo parlando solo di un pugnetto di metri quadrati. Adesso è più armoniosa, sembra che abbia finalmente trovato un nuovo ordine da dare alle cose. Ecco adesso direi che ha un nuovo progetto. Sarà che ho spostato il letto, ma ora posso guardare tutto da un altro punto di vista, è illuminante, davvero. La visuale dall’angolo è fantastica.
Ora tutto è al suo posto, occupa esattamente lo spazio di cui necessita e all’interno di quello spazio, né un centimetro di più né uno di meno, tutto ha un significato preciso, il suo. Adesso direi quasi che c’è equilibrio.
Insomma, se non fosse per un solo aspetto, benché molto importante, potrei quasi dire che questo è un periodo relativamente felice, che tutto sommato c’è sì una cosa che non va, ma è una, e prima o poi andrà meglio anche quella, troverà il suo posto nella stanza, e ci sarà altro spazio, un altro spazio nuovo. Un bel foglio bianco, con tutte le sue possibilità di racconto intatte, ancora tutte da scrivere.

Ah, il toast del titolo non c’entra nulla con tutto il resto, ma fa pendant con l’immagine che mi piace tanto e desideravo inserire da tempo, mi sembra un valida ragione, no? :D




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31 dicembre 2006

Cosa mi porto nell’anno nuovo? Una stella

 Ieri sera sono andata a letto con il mio lettore mp3, non fate quella faccia, abbiamo solo ascoltato musica.
Da quando me l’hanno portato siamo sempre insieme, anche adesso, il ticchettio dei tasti è più vellutato sotto il pianoforte di Chopin che viene fuori dalle cuffiette.
Ma secondo voi è un pensiero contorto? No, perché il mio prof. dice che sono troppo cervellotica e devo imparare a scrivere in modo più lineare. é_è
Però questo non c’entra ora, ho acceso il pc per annotare qui le cose che mi porterò nel trasloco verso l’anno nuovo.
Dal vecchio 2006 mi porterò via sicuramente Mulholland Drive di David Lynch, è stata davvero una scoperta; mesi fa, sulla coda dell’estate, Blob ha trasmesso il film a puntate, ed io me ne sono innamorata, recentemente ho anche acquistato e rivisto il dvd, e per l’anno nuovo mi sono ripromessa di vedere altri film di Lynch.
Altra scoperta: il compositore italiano Giovanni Allevi, e poi una bellissima canzone di Gianmaria Testa, è quella che ho ascoltato ieri sera sotto le coperte, si intitola ’Na stella.
È bellissima, di rara dolcezza e delicatezza, testo e musica sono di Fausto Mesolella, racconta di una stella che soffre per amore e si domanda se un giorno si innamorerà di nuovo, ecco, la sto sentendo adesso “s’interroga si o core ppe colpa e nu dolore se po cchiù nammurà…”, se ne avete modo ascoltatela, io penso di non aver mai sentito niente di più bello, e credo che prima o dopo un po’ tutti siamo stati quella stella.
E poi mi porterò dietro la persona che sono ora, che ha tante paure e tanti difetti, ma anche tanta voglia di andare avanti, e che inizia ad avere un’idea di sé un po’ meno appannata di prima. Un’idea che magari, messa a fuoco ancora un po’, potrebbe anche iniziare a piacermi, un giorno.




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30 dicembre 2006

Dalla padella alla brace

 È ufficiale: sono impazzita. Secondo i dati  in nostro possesso non è possibile datare con certezza il passaggio della linea della follia, ma oggi, quello che è certo, è che quel confine è stato varcato. Muahahaha…
Già avevo chiesto la tesi ad un professore molto, molto pignolo, adesso ho deciso di cambiare e per i prossimi sette mesi avrò a che fare con un campione di severità, che mi ha affidato una tesi che comprende l’analisi di un quotidiano economico straniero. Ed io ho accettato. Adesso attendo solo che mi vengano a caricare per il ricovero.
Vivere nel 2007, nel mio 2007 intendo, sarà un’esperienza estrema, non sto esagerando, non so ancora dove troverò la forza psicologica per affrontarlo, credevo che tre anni con la mia terribile professoressa di latino e greco del liceo, campionessa mondiale di terrorismo psicologico, sarebbero stati il massimo, mi ero illusa che sarebbe rimasta per sempre imbattuta, ed invece adesso c’è una nuova sfida, davvero non ho idea di come farò, ma se sopravviverò a tutto questo, credo che mi infilerò in una navicella spaziale e partirò alla scoperta e alla conquista di nuovi pianeti.
Muahahaha…




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26 dicembre 2006

Maledetto 26

Dimmi che ci sarai quando sarà troppo buio per restare sola, dimmi che ci sarai quando piangerò, dimmi che ci sarai, che ti sdraierai accanto a me, e accarezzandomi la testa mi dirai che va tutto bene, dimmi che troverò la tua mano da stringere, e che guardandoti negli occhi avrò tutte le ragioni per andare avanti, dimmi che anche tu avrai bisogno di me, dimmi che prima o poi ci incontreremo e che da quel giorno proseguiremo insieme, per sempre.

Anche quest’anno il compleanno è stato un autentico disastro, e ho deciso che sarà l’ultimo così. Ho deciso anche che il prossimo voglio passarlo con il fidanzato, quindi ho trecentossessantacinque giorni di tempo per trovarlo, ho deciso che è tornato il momento per innamorarsi di nuovo, l’ho deciso proprio, :D vabbè dai, speriamo che la famosa persona giusta mi trovi stavolta, che per il momento è dispersa e chissà dove s’è cacciata. Vedremo, vedremo…

E se oggi deliro più del solito, lasciatemi farfuglieggiare sulla tastiera tutte le stupidaggini che mi vengo in mente, perché oggi ho passato ventitreesimo ventisei dicembre della mia vita, ed è stato pessimo. Ecco. :(




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22 dicembre 2006

Regola numero 1: è severamente vietato fare il canguro in pantofole

Sembrava un pomeriggio normale, sì insomma, uno come ce ne sono tanti, ho fatto scivolare dolcemente il volume di “Il mio nome è Rosso” di Orhan Pamuck sul divano, per andare a prendere non so cosa in camera mia, ma non sapevo che questa semplice operazione nascondeva una pericolosa insidia, un piccolo passo dal divano e mi sono diretta verso la porta saltellando, quando la mia infida pontofolina ha inchiodato sul pavimento e ha tentato di farmi decollare lungo il corridoio, che effettivamente somiglia un po’ ad una rampa di lancio e si trova anche a Ciampino, ma non è esattamente un aeroporto, e soprattutto io non so volare, ad ogni modo sono stata praticamente catapultata all’altezza della porta della cucina, e sono planata addosso alla tavola da stiro, che suo malgrado, ha interrotto il mio volo e mi ha salvata dall’impatto con il pavimento, che secondo i dati attualmente i nostro possesso, pervenuti da speciali agenzie, non sarebbe stato affatto piacevole, mentre la provvidenza ha fatto sì che sulla tavola da stiro ci fosse una piccola pila di asciugamani piegati che ha gentilmente ammortizzato il colpo; certo ho ancora il polso indolenzito e ho dato una bella botta anche al fianco, ma sono ancora intera.
Mamma dice che mi ha protetta qualche santo, una cosa è certa: se avessi raggiunto il pavimento, temo che non sarei qui a raccontarlo adesso, ho proprio rischiato oggi.
Quindi d’ora in poi: è assolutamente vietato fare il canguro in pantofole. u_u
E adesso vado, che Ciù si è accucciato accanto a me muovendo freneticamente la coda, tradotto: ha fame; e se riesco vorrei riprovare a dargli l’antibiotico per il mal l’orecchio, che stamattina dopo un’ora (ma proprio un’ora d’orologio dico) di lotta, non ha voluto prendere in nessun modo, invece Picci alla fine aveva un po’ di artrite l’altro giorno, e si sta facendo una curetta anche lei.


P.S. Domani vado a prendere il poncho traforato color panna, con le frange e le roselline sul collo che mi piaceva tanto. :D Speriamo di trovarlo ancora. Ah, queste sì che sono cose importanti nella vita. :p Ahh… e se c’è ancora, anche il cappottino rosso di lana, che mi sento molto Cappuccetta ultimamente. Sto cercando di fare una cura di leggerezza prima di dovermi rifiondare nelle cose serie, il che accadrà tra pochissimi giorni, giusto il tempo di far passare Natale e compleanno e poi all’opera. :/




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21 dicembre 2006

Messaggio "Privato"

Non so se, dopo quello che ti ho detto ieri, avrai ancora voglia di venire qui a leggere quello che scrivo, però volevo dirti che spero che tu mi abbia capito e che tu mi possa perdonare se in questo momento non riesco a fare altrimenti.
Se tutto va bene in estate ci sarà la mia di laurea, ed io mi auguro che tu quel giorno avrai voglia di venire, vorrei tanto che passato questo periodo particolarmente difficile per me, in cui sono sottopressione per tanti motivi (gli esami, il campus, la tesi, e tutto quello che succede a casa, tu sai a cosa mi riferisco, no?) beh, spero che passato tutto questo magari potremmo davvero cercare di ricominciare e costruire un’amicizia, nonostante i nostri caratteri siano praticamente agli antipodi; il problema è che io in questo momento ho un equilibrio troppo fragile e devo affrontare troppe cose, in più mi rendo conto che sto cambiando, sto cambiando tanto, com’è normale che sia.
Sai, da questo 2007 mi aspetto tante cose, e comunque penso che non potrà essere peggiore di questo orribile 2006, che è stato uno degli anni più brutti della mia vita, ma per l’anno nuovo sono fiduciosa, spero di trovare quella serenità che quest’anno mi è mancata, e mi piacerebbe incontrare finalmente una persona che abbia voglia di dividere del tempo con me, che desideri avermi accanto.
Se davvero mi vuoi almeno un po’ di bene mi capirai, vero? Te lo chiedo come regalo, e spero che avrai pazienza e che ci sarai quando verrò a cercarti.


Un bacio grande, grande


P.S. Hai visto com’è bello il pinguino pattinatore che piroetta nel logo di Yahoo, se non l’hai visto vai a vederlo, è troppo carino, peccato che non si possa salvare in nessun modo. :(
Bacio.




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4 dicembre 2006

Annunciaziò, annunciaziò…

Il masterizzatore c’è, l’ho montato io, e funziona anche! Ebbene sì, alla fine l’ho comprato, sono andata giovedì, lo volevo esterno per evitare di fare pasticci, ma il commesso mi ha spiegato che non avendo la porta Usb 2.0 avrei dovuto cambiare serratura praticamente, cioè inserire una scheda nel case etc.
Poi un altro ragazzo, molto, molto paziente, mi ha spiegato che non è difficile montare il masterizzatore interno, mi ha fatto anche uno schemino sul foglietto, e quindi l’altro giorno mi sono cimentata: devo dire che la cosa che ha richiesto più tempo è stata l’apertura del case :D giravo la manopola ma non capivo come dovevo togliere il pannello, avevo paura di far danni ma alla fine ci sono riuscita, poi mi sono messa lì, con cacciavite a stellina, viti e cavi e ho fatto tutto.
E finalmente, oggi ho sostituito anche il modem, il vecchio ormai accendeva le spie a caso, tanto per fare illuminazione, non ce la faceva più a connettersi, a stare dietro a tutti quei bit che passavano di qua e di là, il nuovo invece è un ufo, ha la forma di un disco volante, e comunque ha funzionato subito, subito, appena ho montato i cavi ha fatto immediatamente amicizia con piccino, non ho dovuto neanche presentarglielo con il cd, si sono riconosciuti da soli.
Infine, oggi è arrivato il bello, sono riuscita ad installare il programma per scrivere sui cd/dvd e ho masterizzato! :D
Del resto, per una che ha smontato e rimontato la testiera due volte, con tutti quegli imbutini di gomma che sono saltati fuori, cosa volete che sia una masterizzatore! Pct…

P.S. Per dovere di cronaca, la tastiera dopo essere stata rimontata dalla sottoscritta funzionava, solo che non ha retto alla dose di caffeina e ai tre cucchiaini di zucchero che ha ingurgitato suo malgrado. I tastini P ed L, situati nella zona maggiormente colpita dal caffè ultrazuccherato e bollente, hanno provato a resistere, ma dopo alcuni giorni sono diventati di marmo, il glucosio li ha bloccati. L’episodio dell’incidente con la tazzina di caffè è storico ormai, ed il mio tentativo di pulire la testiera aprendola e richiudendola resta un’impresa memorabile. E comunque funzionava. u_u




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23 novembre 2006

Tagli e ritagli storici

Ci risiamo. Domani ho la seconda trasferta al campus. Ieri sono andata a tagliare di nuovo i capelli, e adesso li porto come quando ero piccola, solo che allora ero più bellina, e soprattutto avevo quello scintillio che possiede solo lo sguardo di un bambino. Non sono molto convinta del post sdolcinatissimo sui miei nonni che non rende loro giustizia e che forse cancellerò. È stata una giornata pesante, e devo ancora finire di leggere degli articoli e preparare il borsone per il viaggio. E domani alle 8.30 in punto devo essere a Termini. Mi aspettano due giorni intensi, è come stare in apnea e il sabato sera torno praticamente in versione zombie, però almeno non penso a nient’altro. E spero che, magari, quando domenica riaccenderò il pc, qui ci sia una persona un po’ diversa, anche appena un passetto dopo rispetto a quella che scrive in questo preciso momento, e che non mi piace.




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marzo